ANTIFRODE ASSICURATIVA

L’Agenzia Investigativa Alfa si occupa dell’attività di contrasto alle frodi attraverso l’individuazione e la raccolta di prove su sinistri potenzialmente fraudolenti, al fine di ottenere il ritiro della richiesta di risarcimento e massimizzare l’impatto economico, con eventuale proposta di querela che si esplica attraverso l’Unità Penale appositamente dedicata.

L’attività comprende l’analisi della documentazione prodotta e delle perizie eseguite, la documentazione della situazione reale mediante sopralluoghi, monitoraggio del soggetto d’interesse, escussione di eventuali testimoni e infine la produzione della relativa relazione fotografica e dei documenti reperiti.

Alcuni esempi delle aree d’interesse:

  • accertamenti presso persone coinvolte negli eventi sinistrosi;
  • accertamenti presso testimoni;
  • accertamenti presso autorità, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Vigili del Fuoco, Capitanerie di Porto, intervenuti negli eventi;
  • accertamenti presso direzioni sanitarie dei presidi ospedalieri, nonché strutture mediche private, professionisti privati per verifica documentazione mediche;
  • accertamenti presso compagnie assicurative per precedenti sinistri;
  • accertamenti presso professionisti per verifica documenti fiscali;
  • accertamenti per ricostruzione sinistri con sopralluoghi presso teatri degli eventi;
  • accertamenti presso pubblici registri, PRA, Motorizzazione, Camera di Commercio, Uffici Anagrafe;
  • accertamenti veridicità polizza assicurativa e copertura delle stesse;
  • accertamenti tecnici preventivi per stipula polizza assicurative per tutti i rami previsti dalla vigente normativa.

ASSENTEISMO SUL LAVORO

Lo scopo delle investigazioni sull’assenteismo sul lavoro è quello di recuperare e documentare ogni tipo di elemento che risulti utile a legittimare il licenziamento nei confronti del dipendente scorretto. Studio Investigativo Alfa conduce attività mirate in funzione dell’individuazione delle reali cause di assenza e dei comportamenti opportunistici e incompatibili con il rapporto di lavoro, dimostrando ad esempio se i dipendenti svolgono un doppio lavoro; se le assenze per malattia siano effettive o siano da considerarsi ingiustificate; se i permessi parentali e sindacali siano fruiti correttamente; se i dipendenti, in regime di cassa integrazione, prestino attività lavorativa in altre aziende percependo guadagni nascosti in frode alla legge.

Diverse sentenze della Corte di Cassazione hanno chiarito che sono legittimi i controlli da parte del datore di lavoro sulle attività dei dipendenti, anche in maniera occulta, quando questa sia giustificata dal comportamento illegittimo del lavoratore.

Come sancito anche da recenti sentenze della Cassazione, il ruolo degli investigatori privati ha assunto sempre maggiore rilievo e riconoscimento giuridico nelle controversie di lavoro, in particolare in quelle relative alle cause di licenziamento per episodi di assenteismo. Solitamente l’intervento viene eseguito quando l’azienda ritiene fondato il sospetto che ricorrenti motivi di assenza dal luogo di lavoro da parte di un dipendente non siano determinati dalle motivazioni ufficiali che egli adduce (malattia, infortunio ecc.) ma in realtà da una volontà lesiva degli interessi dell’azienda medesima. Anche il controllo investigativo sull’uso illegittimo dei permessi ex art. 33 L. 104/92 è sancito e legittimato da recentissime sentenze.

CONCORRENZA SLEALE

Le indagini sulla concorrenza sleale sono finalizzate alla raccolta di tutti gli elementi probatori atti a dimostrare la sussistenza da parte dei propri competitors di azioni ed attività indirizzate all’attribuzione di nuove quote di mercato attraverso la concorrenza sleale.

La concorrenza sleale, disciplinata dagli art. 2598-2601 c.c., viene legalmente tipizzata in 4 categorie di atti:

  • atti di confusione, che si concretizzano principalmente nell’indebita utilizzazione di nomi e marchi appartenenti ad altri soggetti e/o nell’imitazione servile dei prodotti di altre aziende al solo fine di generare confusione ed incertezza nei consumatori;
  • atti di denigrazione, che si realizzano attraverso la diffusione di notizie e/o apprezzamenti malevoli relativi ai prodotti ed attività di un’impresa concorrente, la c.d. lesione della reputazione professionale;
  • atti di vanteria, che consistono nell’indebita appropriazione di pregi e qualità relativi ad attività e prodotti altrui;
  • atti contrari alla correttezza professionale, che vengono realizzati attraverso attività e comportamenti contrari ai principi fondamentali di correttezza e professionalità propri della categoria di appartenenza al solo scopo di danneggiare le aziende concorrenti.

 

Prova della concorrenza sleale

Per gli atti di concorrenza sleale, anche se l’art. 2600 c.c. sancisce la presunzione di colpa a carico del danneggiante, è sempre necessario fornire la prova dell’effettivo danno subito, anche utilizzando criteri probabilistici (Cass. 15/11/1984 n. 5772) od anche semplici presunzioni, come dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 5848 del 08/03/2013: “…il danno risarcibile a norma dell’art. 2043 cod. civ. è il danno – conseguenza patrimoniale; occorre provare che detta lesione abbia cagionato una perdita patrimoniale, senza la quale il risarcimento manca di oggetto (Cass. 6507/01; Cass. 20120/09). A tal fine è necessario provare la gravità della lesione e la non futilità del danno, da provarsi anche mediante presunzioni semplici, fermo restando, tuttavia, l’onere del danneggiato di allegare gli elementi di fatto dai quali possa desumersi l’esistenza e l’entità del pregiudizio (Cass. 2226/12)”.

 

Tutela in caso di concorrenza sleale

In caso di accertata concorrenza sleale, è possibile richiedere ed ottenere il risarcimento dei danni subiti, nel duplice aspetto del lucro cessante, ad esempio la concreta diminuzione del profitto, e del danno emergente, ad esempio le spese sostenute proprio per accertare gli atti di concorrenza sleale.

INDAGINI PREASSUNZIONALI

Un numero sempre crescente di aziende conduce indagini preassunzionali sui candidati che intende assumere. Le motivazioni possono essere le più disparate: dalla valutazione delle reali competenze alla veridicità delle informazioni fornite in sede di colloquio.

Per le aziende si tratta solo di “difesa preventiva irrinunciabile” per assegnare alcune posizioni. In genere quelle in cui anche la busta paga inizia ad acquistare un peso specifico non irrilevante. In genere.

Di seguito due esempi di indagini preassuntive.

 

Indagine preassunzionale speciale

Identificazione del candidato, ricerche da banche dati ufficiali Infocamere, profilo familiare, controllo attendibilità curriculum vitae e verifica precedenti attività lavorative, problemi finanziari, protesti e pregiudizievoli.

 

Indagine preassunzionale dettagliata

Identificazione del candidato, ricerche da banche dati ufficiali Infocamere, profilo familiare, controllo attendibilità curriculum e verifica precedenti attività lavorative, problemi finanziari, protesti e pregiudizievoli, analisi delle capacità reddituali e patrimoniali e del flusso dei redditi negli ultimi anni, raccolta di referenze sul soggetto, indagini informative sul posto e raccolta dei rumors di zona con eventuale indicazioni di problemi con la giustizia.

TUTELA DI MARCHI E BREVETTI

L’Agenzia Investigativa Alfa, attraverso anche puntuali e precise perizie, è in grado di provare, persino in un eventuale giudizio, la contraffazione di un marchio e/o l’utilizzo fraudolento di un brevetto, a tutela della titolarità e della proprietà intellettuale di chi, purtroppo sempre più spesso, è leso da pratiche commerciali scorrette, se non addirittura abusive.

Il codice penale giudica reato vendere o mettere in circolazione, sui mercati nazionali o esteri, prodotti industriali con nomi, marchi o segni distintivi contraffatti o alterati.

Tre i reati fondamentali in materia:

  • rivelare gli autori e le dinamiche attuate per compiere il dolo;
  • accertare l’esistenza di elementi che confermano l’illecito;
  • raccogliere prove per documentare in giudizio tutti gli atti illeciti.

Il nostro studio investigativo, garantisce un esaustivo screening degli illegittimi utilizzi del marchio o dei brevetti, per valutare con precisione il danno arrecato e agire con determinazione in sede giudiziaria.

LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA

Il licenziamento per giusta causa secondo il codice civile è lo strumento per le aziende, per tutelarsi e far fronte a gravi inadempimenti messi in atto dai dipendenti o collaboratori.

Se temi che un tuo dipendente abbia una condotta che comprometta il rapporto di lavoro ma hai bisogno di prove concrete per poter effettuare un licenziamento per giusta causa rivolgiti alla nostra agenzia investigativa e insieme troveremo la strategia da attuare.

Il licenziamento per giusta causa di un dipendente può essere effettuato solamente quando il dipendete ha un comportamento che compromette irrimediabilmente il rapporto di fiducia che alla base di un sano rapporto lavorativo con il datore di lavoro.

Di seguito riportiamo alcune cause che se documentate possono portare al licenziamento per giusta causa:

  • furto di beni o proprietà aziendali;
  • assenteismo e falsificazione di timbrature aziendali;
  • atteggiamento violento nell’ambito lavorativo;
  • simulazione di un infortunio;
  • simulazione di una malattia;
  • vendita di informazioni e segreti aziendali;
  • condotta illecita punibile penalmente al di fuori dell’ambito lavorativo;

Rivolgendosi a nostro studio investigativo il datore di lavoro potrà avere una consulenza investigativa gratuita e sarà affiancato dall’investigatore privato che lo aiuterà a determinare ed attuare la strategia investigativa migliore per tutelare i propri diritti.