Concorrenza Sleale

Indagini sulla concorrenza sleale è finalizzato alla raccolta di tutti gli elementi probatori atti a dimostrare la sussistenza da parte dei propri competitors di azioni ed attività indirizzate all’attribuzione di nuove quote di mercato attraverso la concorrenza sleale.

La concorrenza sleale, disciplinata dagli art. 2598-2601 c.c., viene legalmente tipizzata in 4 categorie di atti:

  • atti di confusione, che si concretizzano principalmente nell’indebita utilizzazione di nomi e marchi appartenenti ad altri soggetti e/o nell’imitazione servile dei prodotti di altre aziende al solo fine di generare confusione ed incertezza nei consumatori;
  • atti di denigrazione, che si realizzano attraverso la diffusione di notizie e/o apprezzamenti malevoli relativi ai prodotti ed attività di un’impresa concorrente, la c.d. lesione della reputazione professionale;
  • atti di vanteria, che consistono nell’indebita appropriazione di pregi e qualità relativi ad attività e prodotti altrui;
  • atti contrari alla correttezza professionale, che vengono realizzati attraverso attività e comportamenti contrari ai principi fondamentali di correttezza e professionalità propri della categoria di appartenenza al solo scopo di danneggiare le aziende concorrenti.

Prova della concorrenza sleale

Per gli atti di concorrenza sleale, anche se l’art. 2600 c.c. sancisce la presunzione di colpa a carico del danneggiante, è sempre necessario fornire la prova dell’effettivo danno subito, anche utilizzando criteri probabilistici (Cass. 15/11/1984 n. 5772) od anche semplici presunzioni, come dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 5848 del 08/03/2013: “…il danno risarcibile a norma dell’art. 2043 cod. civ. è il danno - conseguenza patrimoniale; occorre provare che detta lesione abbia cagionato una perdita patrimoniale, senza la quale il risarcimento manca di oggetto. (Cass. 6507/01; Cass. 20120/09). A tal fine è necessario provare la gravità della lesione e la non futilità del danno, da provarsi anche mediante presunzioni semplici, fermo restando, tuttavia, l’onere del danneggiato di allegare gli elementi di fatto dai quali possa desumersi l’esistenza e l’entità del pregiudizio (Cass. 2226/12)”.

Tutela in caso di concorrenza sleale

In caso di accertata concorrenza sleale, è possibile richiedere ed ottenere il risarcimento dei danni subiti, nel duplice aspetto del lucro cessante, ad esempio la concreta diminuzione del profitto, e del danno emergente, ad esempio le spese sostenute proprio per accertare gli atti di concorrenza sleale.

torna su